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il sorriso di Roberta per l'UNICEF - progetto Orchidea

il sorriso di roberta per lunicef

Oggi e domani, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, piazza Caio Duilio ospiterà lo stand de “Il sorriso di Roberta per l’UNICEF”, Associazione nata per la volontà dei coniugi Smedili di continuare l’opera di sostegno umanitario ai bambini perseguita dalla figlia Roberta, deceduta cinque anni fa per un aneurisma all’aorta.

L’iniziativa si inserisce nella tradizione delle attività di raccolta fondi dell’UNICEF e per l’occasione si rinnova: al posto della tradizionale pianta di orchidee, più costosa, si è scelto di andare incontro alle possibilità contributive di chi vorrà sostenere la causa optando per la vendita di una tazza, raffigurante l’orchidea, che contiene i semi del fiore, permettendo così un ideale opera di condivisione nella crescita dell’arbusto, paragonabile allo sviluppo di ogni bambino.

Quest’anno la vendita di sponsorizzazione è associata al concorso “UNICEF Wishes”: si potranno personalizzare le lattine contenenti i semi di orchidea, realizzate dall’Organizzazione, attraverso l’invio di un sms contenente il proprio augurio per il futuro dei bambini, nella speranza che sia selezionato tra i 1000 scelti.

“Ci auguriamo che la cittadinanza risponda alla nostra  chiamata” afferma la signora Alfonsa, madre di Roberta Smedili, solare ragazza che aveva deciso di impegnarsi per aiutare quei bambini che hanno più bisogno d’aiuto “Noi siamo operativi sul territorio da 5 anni, e abbiamo intenzione di operare ancora, seguendo il volere di Roberta, a favore di chiunque ne abbia bisogno. L’opera svolta dalla nostra Associazione non si limita alla salvaguardia di realtà sociali distanti da noi, ma rinasce ogni giorno con collaborazioni come quella con Gigliopoli o con la Caritas”.

“Il sorriso di Roberta per l’Unicef” promuoverà altre iniziative pubbliche nel corso dei prossimi mesi:  a Dicembre torneranno con la vendita delle bambole Pigotte, e il 30 Maggio, in occasione del compleanno di Roberta, si terrà una nuova edizione di “UNICEFArte”, vendita di beneficenza di quadri realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo.

Francesca De Gaetano - dal giornale on line "La provincia Messina"

se hai bisogno e non mi trovi cercami in un sogno

 

Quante volte ho sentito questa frase, e quante altre mi sono chiesta che significato darle.
In rete ho trovato varie interpretazioni, diverse foto su Google immagini, e un video di Vasco Rossi su youtube.
Vedendo il filmato e ascoltando la canzone, mi sono fatta una mia idea su cosa pensasse Vasco mentre scriveva queste righe.
se sogni la persona che ami, sei certo di trovarla sempre, o comunque se la desideri così tanto sognala che di sicuro la troverai.
Anche i sogni avvicinano le persone, e sognare non costa nulla anzi... arricchisce!
 
«Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna...
punito perché vede l'alba prima degli altri.»
Oscar Wilde


 

http://www.youtube.com/watch?v=mLTbkUBLJUI


 

 

Unchildren infanzia negata

Unchildren IranStefania Span

Portiamo Unchildren a scuola!

  1. Unchildren è un progettoStefania Spanò che racconta le tragedie più infami che colpiscono i bambini in ogni parte del mondo. 19 immagini, stilizzate e dai colori forti, che assomigliano a scatti fotografici, unite a testi brevi ed essenziali. I testi sono di Francesca de Lena.
  2. Unchildren in mostra nelle scuole. Coinvolgere bambini e ragazzi, aiutarli a comprendere le difficoltà, le sofferenze, le vite diverse di molti bambini e ragazzi di ogni parte del mondo attraverso delle immagini. È questo l’obiettivo dell’iniziativa.

La mostra partirà a marzo 2013 e ogni scuola potrà esporla per una settimana. Il calendario verrà definito in base alle adesioni che via via si riceveranno. Non ci sono tempi di scadenza. Qualora le richieste fossero molte, la mostra ripartirà dopo la pausa estiva con il nuovo anno scolastico 2013/2014.

La mostra è partita da Palazzo Marino a Milano per poi proseguire alla Sala Santa Rita del Comune di Roma, a Palazzo Ducale di Genova e a Bruxelles nella Sala Conferenze della Ce.

È possibile contribuire al progetto facendo una piccola donazione su Produzioni dal bassola popolare piattaforma di fundrasing.

Visualizza il filmato su youtube, cliccando l'immagine sotto

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Eternità


Su in alto nel Nord, nel paese chiamato Svitjod, c'è una roccia.
È alta cento miglia, ed ha cento miglia di ampiezza alla base.
Ogni mille anni un uccellino viene ad aguzzare il suo becco su questa roccia.
Quando la roccia sarà del tutto corrosa, sarà trascorso un solo attimo dell'eternità...

Anonimo
 

Occhio pigro? Niente più benda meglio giocare a Tetris

tetris

Se uno dei due occhi è pigro, bendare quello “buono“ potrebbe non essere la soluzione giusta per spingere l’altro a lavorare di più.

Almeno negli adulti, per farlo ripartire è meglio allenare i due occhi insieme, magari giocando a Tetris.

Il popolare videogame è lo strumento utilizzato con successo da un gruppo di ricercatori canadesi della McGill University, che in uno studio pubblicato su Current Biology propongono un nuovo approccio terapeutico contro l’ambliopia, il problema di vista più diffuso nei bambini, ma che in generale colpisce fino al 3% della popolazione.

Gli studiosi fanno notare come le tradizionali tecniche utilizzate per “svegliare” l’occhio pigro nei bambini, per esempio il bendaggio dell’altro occhio per invogliare quello malato a lavorare, riescano solo in parte a risolvere la situazione.

«Negli adulti, per i quali al momento non esiste altra opzione terapeutica - spiega Robert Hess, direttore del Dipartimento di ricerca in oftalmologia della McGill University - la chiave per migliorare la visione è invece quella di creare le condizioni che mettano i due occhi nella condizione di collaborare per la prima volta».

Secondo Hess e colleghi, infatti, il cervello degli adulti conserva un significativo grado di plasticità che potrebbe permettere di trattare disturbi della vista insorti da bambini e mai risolti.

Gli scienziati hanno quindi testato gli effetti del Tetris su 18 adulti con ambliopia.

L’idea era quella che, «costringendo gli occhi a lavorare insieme - spiega Hess - la visione dell’occhio pigro potesse migliore».

Nove pazienti si sono allenati al videogioco utilizzando solo l’occhio più debole, con l’altro bendato.

Gli altri 9 hanno invece usato i due occhi insieme, impegnandoli su parti diverse dello schermo.

Dopo due settimane, il secondo gruppo ha mostrato un netto miglioramento della visione dall’occhio pigro, come pure della percezione tridimensionale della profondità.

Stessi risultati sono stati ottenuti quando i pazienti del primo gruppo hanno giocato “sbendati”.

I ricercatori sperano che questa tecnica possa funzionare anche nei bimbi.

Per verificarlo, entro fine anno dovrebbe partire uno studio su un gruppo di baby-pazienti nordamericani.

2017  www.RobertaSmedili.it