Butta un sasso nell'acqua corrente.
Sarà difficile vederne l'effetto.
Un'increspatura dove la pietra rompe la superficie, poi un tonfo, soffocato dal fluire del fiume all'intorno.
Tutto qui.
Butta un sasso in un lago.
L'effetto sarà ben visibile e molto più duraturo.
La pietra sconvolge le acque tranquille.
Il cerchio che si forma dove ha colpito l'acqua subito si moltiplica, generandone un altro e un altro ancora.
In breve le increspature suscitate da un unico plop si espandono, fino a poterle osservare su tutta la superficie a specchio.
Solo quando raggiungono la riva, i cerchi si fermano e muoiono.
Elif Şafak
Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 17:40
Meygumi, una donna il cui nome nell’onomastica giapponese significa “ benedizione ” è stata invitata a socchiudere gli occhi per iniziare un viaggio alla scoperta di nuove sensazioni e di nuovi sapori. Qualcuno, seguendo pedissequamente con arte ed accuratezza i dettami della preparazione del sushi, ha compattato i chicchi di riso, dopo averli bolliti in acqua e sakè e mescolati nell’hangiri con aceto, zucchero e sale. Li ha modellati, dando loro forma con gesti rapidi e ripetuti, e dopo averli manipolati, ha inserito all’interno del tonno, tagliato con un coltello dalla lama affilatissima, e lo ha cosparso in parte con il wasabi ed infine ha avvolto tutto nell’alga. Ha estratto da una scatola di seta due bacchette di legno verdi decorate con anelli concentrici dorati. Meygumi ha aperto le labbra, i suoi sensi si sono acuiti e sta per iniziare il suo viaggio nostalgico nel suo paese d’origine, che è sempre presente nella sua anima di migrante. Adesso è pronta a percepire l’odore della brezza del mar del Giappone, il sale sta per penetrare sulla sua lingua, avvertirà il gusto dolce del pesce pescato nelle acque calde del Mediterraneo e solo alla fine un tocco di zenzero.
L’immagine, che evoca lo stretto rapporto tra eros e cibo, rappresenta il momento della scoperta dell’arte della preparazione e della presentazione del cibo legata alla cultura orientale, che ormai ha conquistato l’Occidente.
Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 12:25
Se "par condicio" deve essere, ebbene, lo sia davvero e non solo in politica! Milioni di cuori innamorati vivono il 14 febbraio l'antichissima festa di San Valentino e rose, gioielli e cioccolatini diventano il simbolo commerciale di quel sentimento che "battere i cuori fa".
Ma ai cuori infranti o a chi per scelta (magari altrui) vive felicemente senza legami definiti o definitivi chi ci pensa? Ecco che in soccorso delle anime solitarie arriva San Faustino. In omaggio alla tradizione secondo la quale il santo regalava alle ragazze in età da marito e, persino alle attempate zitelle, l'opportunità di un incontro e la speranza di trovar "moroso", è stata istituita e prevista, proprio nel giorno in cui sul calendario viene ricordato Faustino, la "festa dei singles". Da qualche anno sono nate iniziative in tutta Italia con feste ed eventi dove si riuniscono i cuori solitari felici e convinti di essere liberi dalla "schiavitù barbara della coppia".
L'associazione "Vita da single" www.vitadasingle.netdopo aver inventato e proposto per prima l'idea organizza festeggiamenti nelle principali metropoli italiane.
Le feste-evento saranno a Torino, Milano e Roma e rappresentano un grande sforzo organizzativo dell'associazione per dare l'opportunità a tantissime persone single di fare nuovi incontri e veder nascere nuove amicizie (e se poi arriva qualcosa in più? ) Tranquilli per l'anno prossimo basta ricordarsi di festeggiare il giorno prima!
Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2012 18:36
Da tanto tempo, ormai, vivo circondata da una grande e limpida quiete. Lontano da me, la vita, i crucci, le spartizioni e gli affanni continuano il loro corso, e se mi fermo ogni tanto un attimo a osservare tutto ciò, mi riempie di stupore la curiosità infantile con cui gli uomini che vivono adesso si sforzano d'indovinare che cosa potrà loro accadere domani o dopodomani. Ed è un pensiero singolare che i fatti di oggi risultino, per i giovani, altrettanto nuovi e appassionanti come lo sono per me quelli di trent'anni fa. Col mio senno di oggi, sono ormai convinta che le diverse ambizioni e i cambiamenti nella vita della gente si possano attribuire in gran parte al loro impulso di giocare. Come il bambino che dice: gioco a mamma e papà, al negozio, al mare in burrasca – così anche l'adulto scivola man mano nei diversi ruoli fino a rappresentare, di volta in volta, l'ambizioso, il diligente, il frivolo, l'appassionato o il risentito. Bisogna pur riempire il tempo con qualcosa; bisogna pur convincere noi stessi che alcune cose, per qualche tempo, hanno la loro importanza. Perché altrimenti ce ne resteremmo seduti lungo la via con le mani in mano, e forse l'unica cosa naturale da fare sarebbe proprio questa – tutto il resto, forse, non è che un tentativo di darci importanza per gettarci fumo negli occhi.
Margit Kaffka
Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 17:40
Mi piace pensare alla vita come a un fiume, con rapide e cascate.
Ci sono periodi in cui tutto sembra scorrere liscio. Sei sulla tua canoa, remi con comodo e ti godi il panorama. Un giorno fluisce nell’altro, risolvi ogni piccolo problema e ti rimane anche del tempo per rilassarti.
E poi, gradualmente, la corrente accelera; è ancora possibile farcela, ma bisogna impegnarsi un pochino di più. Successivamente arrivano le rapide e di colpo ogni cosa diventa più difficile. Può trattarsi di un nuovo progetto di lavoro, della malattia di qualche membro della famiglia, di un trasloco oppure di un licenziamento. Quale che sia la ragione, in questi momenti governi faticosamente la canoa, lottando per restare a galla. La mattina ti svegli con la sensazione di essere già in ritardo e ogni giorno diventa una folle corsa contro il tempo per portare a termine gli impegni. E poi le rapide si fanno più veloci e tu continui ad avanzare in quella direzione. Tu “devi”, “sei costretto”, “non hai altra scelta”. Vai avanti, avanti, avanti E in lontananza senti già lo scroscio della cascata e ti convinci che la tua unica possibilità sia remare con più vigore. Devi superare quelle rapide, in un modo o nell’altro, e cercare di metterti in salvo. Altrimenti, la cascata ti trascinerà con sé.
Nicholas Sparks, Tre settimane un mondo
Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Novembre 2011 17:07