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il diavolo e la signorina Prym Stampa E-mail
Scritto da stelluzza 85   
Sabato 22 Novembre 2008 02:00


Il diavolo e la signorina Prym è un romanzo di Paulo Coelho, pubblicato nel 2000, dalla casa editrice Bompiani
Tratta La sfida tra il bene e il male, raccontata attraverso le vicende di un piccolo paese e dei suoi abitanti.
Un giorno uno straniero arriva a Viscos con un compagno particolare: "... l’uomo non era come lo aveva immaginato tante volte: i suoi abiti erano consunti dall’uso, aveva i capelli più lunghi del normale e avrebbe dovuto farsi la barba. Era arrivato con un compagno: il diavolo...".
Il misterioso straniero turberà la tranquillità del paese con una proposta terribile: vuole scoprire se gli abitanti di un piccolo e tranquillo paese sarebbero disposti a commettere un delitto in cambio della ricchezza.
Fin dalle origini il Bene e Il Male vivono una lotta estrema tra loro, l’umanità è condannata a muoversi in questa lotta, e "Il diavolo e la signorina Prym" –scrive lo stesso autore- "si prefigge di trattare questo tema".


Citazioni

  • Esistono due tipi di idioti: quelli che rinunciano a fare qualcosa perché hanno ricevuto una minaccia e quelli che pensano che faranno qualcosa perché li stanno minacciando.
  • Perfino Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.

Il cielo e l'inferno brano tratto dal libro "Il diavolo e la Signorina Prym"


Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all'istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali.
A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione...
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati.
A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d'oro, al centro della quale s'innalzava una fontana da cui sgorgava dell'acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
"Buongiorno"
"Buongiorno" rispose il guardiano.
"Che luogo è mai questo, tanto bello?"
"E' il cielo"
"Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!"
"Puoi entrare e bere a volontà".
Il guardiano indicò la fontana.
"Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete"
"Mi dispiace molto", disse il guardiano, "ma qui non è permesso l'entrata agli animali".
L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì.
Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
"Buongiorno" disse il viandante.
L'uomo fece un cenno con il capo.
"Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete".
"C'è una fonte fra quei massi", disse l'uomo, indicando il luogo, e aggiunse: "Potete bere a volontà".
L'uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
"Tornate quando volete", rispose l'uomo.
"A proposito, come si chiama questo posto?"
"Cielo"
"Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!"
"Quello non è il cielo, è l'inferno".
Il viandante rimase perplesso.
"Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome!
Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!"
"Assolutamente no.
In realtà, ci fanno un grande favore.
Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici...."


La mia vita era piena di sogni... brano tratto dal libro "Il diavolo e la Signorina Prym"



Quando concepì "L'ultima cena",Leonardo Da Vinci si trovò alle prese con una grande difficoltà: aveva bisogno di dipingere il Bene,nell'immagine di Gesù, e il Male,nella figura di Giuda,il discepolo che scelse di tradirlo durante la cena.
Dovette interompere il lavoro a metà, fino a quando non fosse riuscito a trovare i modelli ideali.
Un giorno,mentre ascoltava un coro, in uno dei ragazzi vide l'immagine perfetta del Cristo.
Lo invitò nel suo studio e ne riprodusse i lineamente in vari studi e bozzetti.
Passarono tre anni.

Il dipinto era quasi terminato,ma Leonardo non aveva ancora trovato il modello per Giuda.
Il cardinale lo sollecitò pretendendo che terminasse entro breve la sua opera.
Dopo alcuni giorni di ricerche,l'artista incontrò un giovane prematuramente invecchiato, lacero, ubriaco che giaceva  riverso in un fosso.
Con difficoltà chiese ai sui assistenti di condurlo in chiesa, giacchè non aveva più tempo per fare un bozzetto.

Il mendicante fu trasportato fino alla chiesa.
Non capiva cosa gli stesse succedendo; gli assistenti lo tenevano in piedi mentre Leonardo copiava i lineamenti dell'empietà, del peccato, dell'egoismo, che apparivano ben marcati su quel viso.
Quando il lavoro fu ultimato, il mendicante - ormai ripresosi dalla sbronza - aprì gli occhi e notò il dipinto davanti a sè.
E, con un misto di sgomento e tristezza disse:  "Ho già visto questo dipinto!"
"Quando?" domandò Leonardo sorpreso.
"Tre anni fa,prima che perdessi tutto ciò che possedevo. 

In quel periodo cantavo in un coro e la mia vita era piena di sogni...
Un artista mi invitò a posare come modello per il viso di Gesù"

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Gennaio 2009 14:28
 
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