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Manuale del guerriero della luce Stampa E-mail
Scritto da stelluzza 85   
Mercoledì 14 Gennaio 2009 02:00


Manuale del guerriero della luce è un libro di Paulo Coelho del 1997.
Il volume, ad eccezione del prologo e dell'epilogo, è una
raccolta di testi pubblicati nella rubrica "Maktub" del quotidiano A Folha de Sao Paulo e su vari giornali brasiliani e stranieri, da dal 1993 al 1996.
Il libro include proverbi, estratti dal
Tao Te Ching di Laozi e da Chuang Tzu, dalla Bibbia, dal Talmud e altre varie fonti ed è scritto sotto forma di brevi enunciati filosofici.
Il libro si apre con un prologo, dove una misteriosa donna invita un bambino a scoprire un antico tempio che sorge su di un isola.
Una leggenda dice che le campane del tempio, ormai sprofondato negli abissi del mare, continuino a suonare.
Il suono si manifesta dopo che il bambino si abitua ai vari suoni dell'ambiente circostante e quando egli, diventato adulto, torna sulla spiaggia della sua infanzia, incontra nuovamente la donna che gli consegna un quaderno azzurro e lo invita a prendere nota.
Il libro procede come un manuale guida per il "guerriero della luce", ovvero un'entità latente presente in tutti gli uomini, che si risveglia in noi quando vogliamo perseguire un sogno e comprendere il miracolo della vita.
 Il manuale descrive le varie sfide a cui i guerrieri sono sottoposti e le soluzioni ai problemi utilizzando numerosi paradossi ("Un guerriero della luce pensa contemporaneamente alla guerra e alla pace")


Citazioni

       Il volo della freccia.
La freccia è l'intenzione che si proietta nello spazio.
Una volta che è stata scoccata, non c'è più nulla che l'arciere possa fare, tranne osservarne la traiettoria in direzione del bersaglio.
 Quando l'arciere tende la corda, può vedere il mondo intero dentro il suo arco.
Quando segue il volo della freccia, questo mondo gli si avvicina, lo accarezza, dandogli la perfetta sensazione di aver compiuto il proprio dovere.
Un guerriero della luce dopo aver fatto il suo dovere e aver trasformato la sua intenzione in gesto non deve temere più nulla: ha fatto ciò che doveva.
Non si è fatto paralizzare dalla paura, anche se la freccia non dovesse colpire il bersaglio, egli avrà un'altra possibilità perché non è stato un vigliacco.
Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell'essere umano.
Anche quando un amico fa qualcosa che non ti piace, egli continua a essere un tuo amico. Qualunque azione motivata dal furore è un azione condannata al fallimento.
Il lavoro è una manna quando ci aiuta a pensare a quello che stiamo facendo.
Ma diventa una maledizione nel momento in cui la sua unica utilità consiste nell'evitare che riflettiamo sul senso della vita.
Ultimo aggiornamento Sabato 03 Gennaio 2009 14:49
 
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