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Racconti


La banconota Stampa E-mail
Scritto da Bruno Ferrero   
Mercoledì 22 Febbraio 2012 02:00


Il conferenziere iniziò il suo intervento sventolando una banconota verde da cento euro.
"Chi vuole questa banconota da cento euro?" domandò.
Si alzarono varie mani, ma il conferenziere chiarì: "Prima di consegnarla, però, devo fare una cosa".
Stropicciò la banconota furiosamente, poi disse: "Chi la vuole ancora?".
Le mani vennero sollevate di nuovo.
"E se faccio così?".
Lanciò la banconota contro il muro e, quando ricadde sul pavimento, la calpestò; poi la mostrò nuovamente all'uditorio: era ormai sporca e malconcia.
"Qualcuno la vuole ancora?".
Come al solito, le mani si alzarono.
Per quanto fosse maltrattata, la banconota non perdeva nulla del suo valore.

Molte volte nella vita veniamo feriti, calpestati, maltrattati e offesi, eppure manteniamo il nostro valore.

Se lo possediamo.

Bruno Ferrero, C'è ancora qualcuno che danza

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 16:50
 
Fractio panis Stampa E-mail
Scritto da Laura Baravelli   
Martedì 21 Febbraio 2012 02:00


A Berna, un'anziana signora ultra-ottantenne, essendo rimasta sola e non avendo voglia di cucinare solo per se stessa, si reca tutti i giorni a pranzare alla Migros, una catena di ristoranti self-service.
Quel giorno decide di mangiare un bel minestrone di verdura.

Prende un vassoio, riempie il piatto di minestrone, va alla cassa a pagare e prende posto ad un tavolo vuoto.
Si siede, ma al momento di mangiare si accorge di non aver preso un cucchiaio per mangiare il minestrone.
Si alza, va alla cassa dove ci sono le posate, prende un cucchiaio e ritorna al suo tavolo, ma... lì seduto c'è un ragazzo africano che sta mangiando il suo minestrone!
Sul momento la signora s'indigna e vorrebbe andare dal ragazzo a dirgli di tutto, ma poi pensa che, certamente, quell'emigrato l'ha fatto per fame e, passata la rabbia, decide di sedersi davanti al ragazzo e, senza dirgli nulla, incomincia a mangiare anche lei il minestrone.
Il ragazzo africano la guarda stupito, ma lei gli sorride, lui le sorride e continuano a mangiare il minestrone: un cucchiaio lei, un cucchiaio lui…
Finito il minestrone il ragazzo si alza, va al banco dei primi piatti, prende un piatto di fettuccine alla bolognese, prende due forchette e torna al tavolo.
Dà una forchetta alla vecchia signora, si siede davanti a lei e incominciano a mangiare le fettuccine, sorridendo: una forchettata lei, una forchettata lui...
Terminate le fettuccine il ragazzo africano si alza, fa un sorriso alla signora e se ne va.
La signora, contenta per aver fatto un'opera buona, si gira sorridendo, per salutarlo e.... ad un tavolo vicino, dietro di lei, vede un vassoio con sopra un piatto di minestrone...
Il suo piatto!

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 12:31
 
Il Tesoro Stampa E-mail
Scritto da Don Oreste Benzi   
Domenica 19 Febbraio 2012 02:00


Gli era stata promessa per la sua festa di laurea un'auto nuova, fiammante, all'uscita dell'università, con il diploma di laurea sotto il braccio.
Quale non fu la sua amara sorpresa quando, il giorno fatidico, il padre lo abbracciò sorridente, non però con le chiavi della macchina, bensì con un libro in mano, appena ritirato nella vicina libreria.
Una Bibbia.
Il giovane neo dottore scagliò rabbiosamente il libro fuori dalla finestra dell'aula e da quel giorno non rivolse più la parola al padre.
Rimise piede in casa quando anni dopo gli fu comunicata la notizia della morte dell'anziano genitore.
La notte del funerale, mentre rovistava tra le carte della scrivania paterna, trovò la Bibbia che gli era stata regalata il giorno della laurea.
In preda a un vago rimorso, soffiò via la polvere che si era depositata sulla copertina del libro e cominciò a sfogliarlo.
Scoprì tra le pagine un assegno datato il giorno della laurea e con l'importo esatto dell'auto promessa.

Don Oreste Benzi, Pane Quotidiano

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 16:49
 
Scacco alla morte Stampa E-mail
Scritto da Nardo Masetti   
Sabato 18 Febbraio 2012 02:00


Un uomo molto ricco sta facendo il calcolo di tutti i suoi beni: può veramente felicitarsi con se stesso.

Ha tribolato tutta la vita, ha lavorato come un dannato, ma ora potrà vivere sontuosamente per tutto il resto dei suoi giorni.
Ode improvvisamente un tocco delicato alla porta: si tratterà, come al solito, del suo cameriere che viene per augurargli la buona notte
Dice un abituale "Avanti!".
Non è il servitore ma un personaggio che davvero non si sarebbe aspettato né così presto né in quel momento: la morte.
Terrorizzato la supplica di attendere un giorno… un'ora, affinché possa mettere a posto le sue cose.
Da tanto tempo non ha più pensato a Dio; come si fa a comparirgli davanti all'improvviso in uno stato simile?!

La morte non risponde, ma continua ad avanzare verso di lui, gli tocca una spalla e compie inesorabilmente il suo ufficio
Dal campanile scoccano le ventuno.

In una soffitta di una vecchia casa un uomo sta armeggiando con alcuni attrezzi, che ripone in una borsa di logora stoffa.

Quella sarà la sua notte.
Ha stentato tutto una vita, ma questa volta, se il colpo riuscirà, potrà vivere da ricco e levarsi tutte le soddisfazioni.
Con due colleghi ha studiato il piano alla perfezione; ancora poche ore e poi via, con passaporti falsi verso un altro mondo.
Sente bussare leggermente alla porta: saranno i colleghi.
No, è la morte.
L'uomo, oltre che terrorizzato, si mostra anche stizzito e protesta: "Tante volte ti ho desiderata, stanco della mia vita grama e mai sei venuta; ora che sto per cominciare a godere, lasciami la possibilità di gustare un solo giorno della nuova vita… almeno un'ora… almeno qualche minuto per pensare a Dio".
La morte non risponde, ma continua ad avanzare verso l'uomo, lo tocca sulla spalla e compie inesorabilmente il suo ufficio.
Dalla torre civica scoccano le ventidue.

Nel suo studio il vecchio vescovo sta riordinando le sue cose prima del riposo.

Sente bussare alla porta: è la morte.
Si alza e le va rispettosamente incontro, come è solito fare con ogni persona che vada da lui in udienza.
Le dice: "A dire il vero non ti aspettavo questa sera; comunque sì la benvenuta".
La morte si meraviglia: questo uomo non ha paura, non supplica, non ha nulla da chiedere; con titubanza avanza verso di lui.
Dalla torre della cattedrale scoccano le ventitré.
La morte si ferma di scatto e, con un senso di smarrimento, controlla il suo orologio: sono veramente le ventitre.
Confusa e incredula si scusa col vescovo: "Non mi è mai capitato di arrivare con un'ora di anticipo; tornerò fra un'ora, l'appuntamento è stabilito per la mezzanotte".
Il vescovo la prega di fermarsi e, visto che ormai è lì, dichiara la sua disponibilità a partire in anticipo.
La morte afferma che non può; ha ordini tassativi.
Allora lui propone di trascorrere l'ora giocando una partita a scacchi, visto che non ha nulla da preparare per il viaggio eterno, avendo cercato di provvedervi, giorno dopo giorno, da moltissimo tempo.
È una partita equilibrata, ma alla fine il vescovo, con una mossa pensata ed astuta, dà scacco matto la morte che, rassegnata sorride e allarga le braccia in segno di resa.
Dalla torre della cattedrale scoccano le ventiquattro.
I due personaggi si alzano e sotto braccio, come due buoni amici, escono dalla porta dello studio.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 12:31
 
La perla Stampa E-mail
Scritto da stelluzza 85   
Mercoledì 15 Febbraio 2012 02:00


Disse un’ostrica a una vicina:
“Ho veramente un gran dolore dentro di me.
E’ qualcosa di pesante e di tondo, e sono stremata”.
Rispose l’altra con borioso compiacimento: “Sia lode ai cieli e al mare, io non ho dolori dentro di me.
Sto bene e sono sana sia dentro che fuori”.
Passava in quel momento un granchio e udì le due ostriche, e disse a quella che stava bene ed era sana dentro e fuori: “Si, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta dentro di sé è una perla di straordinaria bellezza”.
E’ la grazia più grande, quella dell’ostrica.
Quando le entra dentro un granello di sabbia, una pietruzza che la ferisce, non si mette a piangere, non strepita,
non si dispera.
Giorno dopo giorno trasforma il suo dolore in una perla: il capolavoro della natura.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Gennaio 2012 13:45
 
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