Bussarono alla porta. «Entrate,» disse il vescovo.
[…] Un brigadiere, che pareva guidasse il gruppo, stava presso alla porta; entrò e s'avanzò verso il vescovo, facendo il saluto militare. «Monsignore...» disse. A quella parola, Valjean, ch'era cupo e pareva abbattuto, rialzò il capo con aria stupita. «Monsignore?» mormorò.
[…] Intanto monsignor Bienvenu s'era avvicinato con tutta la vivacità concessagli dalla sua tarda età.
«Oh, eccovi!» esclamò, guardando Valjean. «Sono lieto di vedervi. Ma come?
V'avevo regalato anche i candelieri che sono d'argento come il resto e dai quali potrete ben ricavare duecento franchi; perché non li avete portati con voi, insieme alle vostre posate?»
Jean Valjean alzò gli occhi e fissò il venerabile vescovo con un'espressione che nessuna lingua umana potrebbe esprimere.
«Allora, monsignore,» disse il brigadiere «sarebbe vero quello che ci ha detto quest'uomo?
L'abbiamo incontrato mentre se ne andava come uno che ha molta fretta e l'abbiamo fermato per vedere.
Aveva questa argenteria...»
«E v'avrà detto,» interruppe il vescovo sorridendo «che gliel'aveva regalata un vecchio prete dabbene presso il quale aveva passato la notte. Vedo come stanno le cose.
E voi l'avete ricondotto qui? È un equivoco.» «Se la cosa sta così,» riprese il brigadiere «possiamo lasciarlo andare?» «Ma certo,» rispose il vescovo. I gendarmi lasciarono libero Valjean, che indietreggiò. «È proprio vero che mi lasciano andare?» disse con voce quasi inarticolata, come se parlasse nel sonno. «Sì, ti lasciamo in libertà: non hai sentito?» disse un gendarme. «Amico mio,» rispose il vescovo «prima d'andarvene, ecco i vostri candelieri: prendeteli.»
Andò verso il camino, prese i due candelieri d'argento e li portò a Valjean.
[…] Jean Valjean tremava tutto; prese macchinalmente i due candelieri, con aria smarrita. «Ed ora,» disse il vescovo «andatevene in pace.
A proposito: quando tornerete, amico mio, sarà inutile che passiate dal giardino.
Potrete sempre entrare ed uscire dalla porta della strada, che è chiusa giorno e notte solo col saliscendi.» Poi, volgendosi verso i gendarmi, disse loro: «Signori gendarmi, potete andare.» Jean Valjean pareva stesse per svenire. Il vescovo gli si avvicinò e gli disse a bassa voce: «Non dimenticate, non dimenticate mai che m'avete promesso di impiegare questo denaro per diventare un uomo onesto.» Valjean, che non si ricordava d'aver promesso, rimase stupefatto; il vescovo aveva accentuato quelle parole in particolar modo, mentre le pronunciava, e riprese poi con una specie di solennità: «Jean Valjean fratello mio, voi non appartenete più al male, ma al bene. Acquisto la vostr'anima, la tolgo ai cupi pensieri ed allo spirito di perdizione e la do a Dio»