Traduci

English French German Italian Portuguese Russian Spanish

Cerca nel sito

Compleanni

Oggi
giosip (39) offline
Domani
In 2 Giorni
tanod2 (25) offline
carmela (55) offline
In 3 Giorni
In 7 Giorni
In 10 Giorni
rinacosco (41) offline

Roberta per l'UNICEF

Banner

Siti Amici

Attilio Manca
Cmd Biella


Utenti

Utenti Online

N° Utenti
Guests: 6
Il leone e il cane Stampa E-mail
Scritto da Lev Nikolajevic Tolstoi   
Sabato 17 Dicembre 2011 02:00


C'era a Londra un serraglio in cui si poteva entrare anche consegnando al proprietario, in luogo di denaro, cani e gatti da dare in pasto alle belve.
Un povero, che non aveva denaro, volle, un giorno, vedere le fiere.
Per la strada aveva raccolto un piccolo cane randagio che portò al serraglio.
Fu lasciato entrare.
Il cagnolino venne gettato nella gabbia del leone perché questi se ne pascesse.
Il cagnolino si mise la coda fra le gambe, si rannicchiò in un angolo.
Il leone si avvicinò e lo fiutò un istante.
Il cane allora si mise sulla schiena, con le zampe in aria, e dimenò la coda.
Il leone lo tastò con la zampa e lo costrinse a rimettersi in piedi.
Il piccolo cane si alzò e gli fece le moine.
Il leone lo seguiva con gli occhi, dondolando la testa ora a destra ora a sinistra, e non lo toccava.
Quando il guardiano del serraglio gli ebbe lanciata la sua razione di carne, il leone ne staccò un pezzetto che lasciò per il cagnolino.
Verso sera, quando il leone si coricò per dormire, il cagnolino si stese presso il leone e gli mise la testa su una zampa.
Da quel giorno, il cagnolino non abbandonò più la gabbia.
Il leone lo lasciava tranquillo.
Mangiavano e dormivano di buon accordo, e qualche volta il leone giocava con lui.
Un giorno, un signore che visitava il serraglio riconobbe il suo cagnolino; e domandò che gli fosse restituito.
Il direttore del serraglio acconsentì; ma quando si chiamò il cagnolino per farlo uscire dalla gabbia il leone si raddrizzò sulle zampe e ruggì.
Il leone e il cagnolino vissero un anno intero nella medesima gabbia, quando un giorno il cagnolino si ammalò e morì.
Il leone rifiutò il cibo, non smetteva di fiutare la bestiola, la carezzava, la scoteva con la zampa.
Quand'ebbe capito che il suo compagno era morto, diede un balzo, arruffò il pelo, si batté i fianchi con la coda, si gettò contro le sbarre e si mise a rodere i catenacci della gabbia e a mordere le assi del pavimento.
Il suo furore durò tutto quel giorno: percorreva senza sosta la gabbia avanti e indietro e ruggiva.
Soltanto verso sera, calmatosi, si coricò, accanto al morticino.
Il guardiano voleva portar via il cadavere, ma il leone non lasciava avvicinare nessuno.
Il direttore pensò di calmare il dolore del leone mettendo nella sua gabbia un altro cagnolino vivo. Immediatamente il leone lo sbranò.
Poi prese il piccolo cane morto fra le sue zampe e restò coricato cinque giorni, tenendolo così abbracciato.
Il sesto giorno morì.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Novembre 2011 09:50
 
Per commentare gli articoli devi essere registrato